Ieri riflettevo sulla squallida vicenda delle dichiarazioni del neo assessore alla Sanità lombarda Letizia Moratti che chiedeva più vaccini per le regioni con il Pil più alto. Un concetto vergognoso degno della destra più becera che esista in Italia dalla fine della Seconda Guerra mondiale. La stessa che guida oggi la Calabria.
La mia riflessione, però, ha scaturito una discussione fra compagni che mi ricordavano un grande uomo calabrese e di sinistra che per i vaccini tanto ha fatto: Giacomo Mancini. Il leone socialista che ha salvato l’Italia dalla poliomielite.

Un ministro della Repubblica, Giacomo Mancini senior appunto, si rimbocco letteralmente le mani e ideò la campagna di vaccinazione per tutto il Paese.

Chiese aiuto alla Chiesa nella sensibilizzazione sulla vaccinazione, portò frigoriferi per contenere i vaccini in ogni centro urbano, la corrente elettrica dove non c’era per permettere la custodia dei vaccini.

Quel calabrese, quel ministro, quell’uomo di sinistra, quel padre di famiglia ha salvato l’Italia e noi ci riconosciamo in lui cara Moratti, caro Spirlì, caro Salvini e cara Meloni (cari si fa per dire…).

Sento una proposta negli ultimi giorni che mi sembra molto intelligente. Alcuni sostengono che ad ogni medico vaccinato dovrebbero dare delle dosi di vaccino e dieci siringhe affinché lui continui la vaccinazione.
Non so se è una proposta che la comunità scientifica valuterà positivamente o meno ma se fosse accettata sarebbe paragonabile alla grande impresa di Mancini consentendo una rapida vaccinazione per il Paese e un’uscita anticipata da questo incubo.

Giuseppe Giudiceandrea